Italia, cycling new deal

GRAB, nota per la stampa di Velolove |  Roma 26 luglio 2021

Conto alla rovescia per la realizzazione del GRAB. Il progetto è pronto; sono disponibili i fondi statali per realizzarlo; il MIMS lo ha visionato e ha dato il via libera; è in corso l’esame della Conferenza dei Servizi che aveva già espresso nel 2018 il preliminare parere favorevole; subito dopo, da fine ottobre, si potrà passare dal progetto definitivo all’esecutivo e finalmente all’apertura dei cantieri. Il GRAB è l’anello ciclopedonale capitolino di 50 chilometri ideato e disegnato da Velolove in collaborazione con associazioni (prime fra tutte Legambiente, Open House, Free Wheels, Touring Club Italiano, Kyoto Club), realtà istituzionali e informali e circa 120 professionisti (anche di altri Paesi) che hanno messo gratuitamente a disposizione le loro competenze. Un percorso dal basso, partecipato, emozionante e insolito – Velolove non ha solo redatto l’dea progettuale, ma grazie alla qualità del concept sviluppato a più mani ha convinto lo Stato a finanziare l’opera – che ha trovato naturale prosecuzione istituzionale nel progetto redatto, su incarico di Roma Capitale, da Roma Servizi per la Mobilità e da importanti collaboratori, a partire dal Dipartimento di architettura e progetto dell’Università La Sapienza.

Roma avrà dunque il Grande Raccordo Anulare delle Bici, anello di congiunzione green dei vari quadranti della città, completamente accessibile, sicuro, adatto anche ai bambini. Non solo: il GRAB cambierà completamente volto ad alcune aree centrali e periferiche della città. Al Colosseo una promenade ciclopedonale si riappropria dello spazio carrabile di una delle due carreggiate di via di San Gregorio sgomberando dal traffico la vista dell’anfiteatro e dell’Arco di Costantino; a via Guido Reni un nuovo giardino lineare di 5.000 metri quadrati darà continuità fisica al miglio delle arti tra Auditorium, MAXXI e Ponte della Musica; in via dei Gordiani nascerà un bosco urbano di 25.000 metri quadrati dove ora c’è solo asfalto e degrado. Naturalmente il punto più pregiato del GRAB è la Regina Viarum: dopo anni di attesa l’introduzione di varchi elettronici libera l’Appia Antica dal traffico motorizzato di attraversamento restituendo a città e visitatori un percorso per pedoni/pedali che lega Appia, Caracalla, Circo Massimo, Palatino, Colosseo, Fori: il prologo del sogno di Cederna di un unico parco archeologico tra Colonna Traiana e Castelli Romani.

L’anello ciclabile svolgerà un ruolo importante per la mobilità turistica degli stranieri, degli italiani e anche dei romani unendo tra loro tanti attrattori noti e nascosti della Capitale. Ma importantissimo è il ruolo del GRAB anche per la mobilità quotidiana poiché ricuce centro e periferia, connettendo e integrandosi con la rete ciclabile esistente e di progetto e assicurando l’intermodalità con la rete del trasporto pubblico su ferro: l’itinerario incrocia 4 linee metropolitane, 5 linee di tram, 5 ferrovie laziali e una ferrovia urbana.

In attesa che il GRAB sia pedalabile – attesa condivisa dal 70% dei romani che in un sondaggio realizzato per Legambiente segnalavano già nel 2016 l’urgenza di realizzare il GRAB – va ricordato il più importante risultato concreto già raggiunto. Velolove, con la sua idea progettuale, è stata protagonista della nascita del Sistema Nazionale Ciclovie Turistiche, collaborando col MIMS al primo schema di rete ciclabile e dando impulso a un investimento di 1,8 miliardi (tra fondi statali e regionali) per 10 percorsi prioritari e 6.000 km complessivi.

“In una stagione caratterizzata da un immaginario decadente, il GRAB si è imposto per la positività, il valore e la concretezza della proposta, ma anche per i suoi tratti onirici, per la capacità di far sognare dando fisicità a un diffuso desiderio di cambiamento urbano – ha spiegato Alberto Fiorillo, ideatore del GRAB e coordinatore di Rete GRAB – E’ questo il motivo del successo del GRAB, che ha aggregato tante realtà diverse, stimolato un inesauribile impegno volontario. Passare dal sogno del GRAB alla tangibilità del progetto e dei cantieri è il risultato quasi naturale di questa opera corale”. Velolove e Rete GRAB non hanno ora nessuna voglia di fermarsi. Ci sarà una “fase2” del GRAB per lavorare, ancora una volta in modo partecipato e condiviso, a nuove progettualità che amplino e amplifichino il raggio di azione e di trasformazione dello spazio pubblico intorno all’anello ciclabile, a partire dall’estensione a ovest del tracciato ciclabile, dalla realizzazione di ArcheoGRAB (un GRAB più piccolo nell’area dell’Appia Antica), da interventi di trasformazione urbana lungo alcune direttrici particolarmente significative della città, come Mura Latine, Tevere, Aniene, Portuense.

Infine, come già accaduto a livello internazionale per altre opere pubbliche ideate e realizzate grazie ai cittadini (l’High Line di New York è il caso più noto), Velolove vuole candidarsi a gestire e prendersi cura del GRAB, per animare con continuità il percorso, far crescere la domanda di mobilità attiva e un’idea diversa di città, più sana, più moderna, più sostenibile.