Campidoglio-Velolove insieme per dare finalmente concretezza al GRAB

Ecco perché e per fare cosa

Ha appena preso il via una collaborazione Campidoglio-Velolove per dare finalmente concretezza al GRAB, il Grande Raccordo Anulare delle Bici di Roma. Per anni l’attuale amministrazione capitolina – salvo qualche lodevole eccezione – ci ha ignorati o peggio. Per anni abbiamo continuato comunque a cercare un dialogo, formulando proposte e soluzioni, anche se ogni volta che è stato necessario abbiamo sottolineato come la nostra idea originale, finanziata dallo Stato fin dal 2015, fosse stata rimaneggiata, ridimensionata, e inspiegabilmente messa ai margini della lista delle opere da realizzare a Roma.

Va dunque spiegato perché e – aspetto decisivo – per fare cosa nasce oggi una collaborazione Campidoglio-Velolove. Lo faremo più avanti. Prima è fondamentale fissare alcune milestone, perché è vero che il passato è alle spalle, ma alcuni elementi di ieri sono utili per meglio comprendere e definire le scelte di domani.

Il GRAB. L’idea progettuale di Velolove

 Il GRAB è un’infrastruttura ciclopedonale ideata e disegnata da Velolove tra il giugno 2014 e il maggio 2015 in collaborazione con tante altre realtà associative formali e informali (prime fra tutte Legambiente, Open House, Free Wheels Onlus, Teamdev, Tci) e con decine di professionisti, architetti, urbanisti, paesaggisti, ingegneri, agronomi, paesaggisti, designer che hanno messo gratuitamente a disposizione le proprie competenze e il proprio tempo per comporre e completare un lavoro lungo e complesso.

Un impegno che ha avuto ricadute positive anche fuori dal territorio romano. Il Grande Raccordo Anulare delle Bici e il successo che ha riscosso quest’opera pubblica fin dalla sua presentazione in Italia e all’estero, hanno contribuito a far crescere l’attenzione sulle esigenze e sulle opportunità legate alla mobilità attiva. Ancor più concretamente lo studio di fattibilità del GRAB – presentato da Velolove al MIT nel maggio 2015 – ha convinto i due ministeri delle Infrastrutture e dei Beni Culturali a finanziare sia l’anello ciclopedonale capitolino che a dar vita al primo Sistema Nazionale di Ciclovie Turistiche che ora ha a disposizione oltre 700 milioni di euro (tra fondi statali e regionali) per la progettazione e la realizzazione di dieci percorsi prioritari per complessivi 6.000 chilometri.

Alla base del GRAB ci sono due proposte di Antonio Cederna che a loro volta si ispirano, attualizzandole, a progetti degli inizi del secolo scorso e di metà Ottocento: un anello verde, una green belt tutto intorno alla Capitale per tendere a una dignitosa forma urbis della Città metropolitana; la realizzazione di un unico parco archeologico di Roma, dalla Colonna Traiana ai Castelli Romani, facendo dell’Appia Antica una delle vie privilegiate di un’azione di trasformazione della città.

I primi due punti fermi del GRAB dunque sono:

  • La completa pedonalizzazione dell’Appia Antica e della sua penetrazione verso il centro fino a Piazza Venezia passando per Terme di Caracalla-Circo Massimo-Colosseo, ricomponendo così la frattura tra Regina Viarum e Fori.
  • La realizzazione di un anello di congiunzione green dei vari quadranti della città: un Grande Raccordo Anulare delle persone e non delle macchine.

Il GRAB parte per essere più di una pista ciclabile o un percorso finalizzato semplicemente all’esclusiva fruizione turistica della Capitale. È stato pensato per aprire un ciclo virtuoso di ridefinizione dell’ecosistema urbano, dei suoi usi, della sua vivibilità, per essere un’opera pubblica utile alla città e a tutti i suoi abitanti, immaginando un tracciato di qualità per chi pedala e spazi di qualità per chi non va in bici.

Il GRAB, insomma, guarda ad altri grandi progetti di trasformazione urbana già realizzati (The High Line di New York e Superkilen di Copenhagen ad esempio), a un’idea diversa di città, una città più sana, sostenibile, accogliente per chi la abita e per chi la vive. Vuole incidere realmente e con forza sul paesaggio urbano, riconquistare e restituire agli abitanti (attraverso interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria, riqualificazione del territorio, riduzione della superficie occupata dalle auto private) spazi fisici della città oggi trascurati, abbandonati, degradati.

Questi elementi fondanti dell’idea progettuale del GRAB sono stati accompagnati dal tentativo di riaccendere l’attenzione e far ripartire una serie di interventi di cui Roma discute da anni e che sono fermi o accantonati anche se talvolta già approvati e finanziati dalle varie amministrazioni che hanno guidato della città. Non è un caso se il GRAB passa per via Giulia (ne è prevista la pedonalizzazione), per il lungotevere, per il Quadraro vecchio (è prevista l’isola ambientale), per la Riserva dell’Aniene (è previsto un percorso ciclabile), per via Guido Reni (è prevista la realizzazione del miglio delle arti tra Auditorium, MAXXI, Ponte della Musica, Foro Italico), per la Serenissima (è previsto un parco nello spazio intercluso tra autostrada e ferrovia), Sacco Pastore (è previsto il ponte ciclopedonale sull’Aniene) e naturalmente per Appia Antica e Colosseo.

Nello studio di fattibilità presentato al MIT da Velolove, infine, sono definiti in dettaglio tutti gli aspetti tecnici relativi all’infrastruttura vera e propria, l’anello ciclopedonale. Principi generali, qui sinteticamente riportati, e standard tecnici e funzionali qualitativamente alti e attrattivi, che hanno la funzione di avvicinare all’uso della bici persone che solitamente non pedalano e anche a predisporre un modello per interventi futuri:

    • il GRAB dovrà essere pienamente accessibile a persone con disabilità motoria e sensoriale;
    • il GRAB dovrà essere un laboratorio di sicurezza stradale con sede protetta ovunque il percorso si muove su strade aperte al traffico, la messa in opera di piattaforme rialzate a tutti gli incroci per dare continuità fisica e visiva al percorso e ridurre al minimo il rischio per pedoni e ciclisti;
    • il GRAB dovrà essere fruibile 365 giorni l’anno (e 24 ore su 24) anche dalle persone inesperte. Il tracciato deve essere illuminato, il fondo stradale deve essere scorrevole, privo di ostacoli, restringimenti, utilizzabile in sicurezza anche in caso di condizioni meteo avverse;
    • il GRAB dovrà essere il raccordo attorno a cui sviluppare e cucire una vera rete ciclabile metropolitana, la possibile colonna vertebrale della futura rete ciclabile capitolina, legando tra loro i percorsi esistenti, in cantiere e i tanti ancora da realizzare;
    • Il GRAB dovrà puntare con forza all’intermodalità. Nel definire il percorso si è cercata la migliore interconnessione possibile con la rete del Tpl su ferro e si propone la realizzazione di velostazioni in tutti i nodi del trasporto pubblico;
    • il GRAB dovrà essere un esempio virtuoso di progettazione e redistribuzione dello spazio pubblico. Un elemento fisico la cui concezione è guidata da criteri estetici che mirano a valorizzare, senza volumetrie aggiuntive, gli spazi urbani in cui si inserisce.

In questi anni Roma ha perso diverse occasioni, alcune irrimediabilmente:

  • fare subito il GRAB: era stata costruita, ma non è stata sfruttata, una corsia preferenziale “per il completamento del sistema anulare ciclabile entro l’inizio dell’anno giubilare straordinario” (delibera giunta Marino n. 274 del 6/8/2015);
  • ottenere un finanziamento più consistente dallo Stato: l’allora ministro Delrio aveva dichiarato la disponibilità del MIT, prima con il sindaco Marino poi con il sindaco Raggi, a concedere un finanziamento più ampio alla Capitale qualora Roma avesse riscontrato in sede di valutazione tecnica-economica la necessità di risorse aggiuntive;
  • non rigettare lo schema proposto dal MIT che richiedeva al Comune di cofinanziare il progetto del GRAB (è l’unica ciclovia che potrà contare esclusivamente sui fondi statali) così da far crescere le risorse disponibili e realizzare un’opera pubblica con maggiore qualità e maggiori ambizioni.

A nostro giudizio viene anche meno la possibilità di fare lungo il percorso del GRAB significativi interventi di rigenerazione urbana, almeno in una prima fase, poiché i 15 milioni di euro disponibili bastano solo per l’anello ciclopedonale.

Il breve riassunto dei 5 anni e 7 mesi passati dalla presentazione del progetto al ministro Graziano Delrio il 7 maggio 2015 e dalla successiva certezza del finanziamento sono fondamentali per chiarire che tutto ciò che Velolove e la rete di realtà che si è formata intorno al GRAB riteneva fondamentale all’atto della redazione della prima idea progettuale, rimane fondamentale oggi e lo sarà anche in futuro: Appia Antica, spazio pubblico, accessibilità, mobilità attiva, intermodalità, sicurezza stradale, rigenerazione urbana sono e restano elementi fondanti del GRAB per i quali continueremo a impegnarci con forza anche in futuro.

Veniamo all’oggi. Prima dell’estate, via social, abbiamo invitato nuovamente il Comune di Roma a un confronto. L’invito è stato finalmente raccolto, per la precisione dal Presidente e AD di Roma Servizi per la Mobilità Stefano Brinchi, e dall’interlocuzione è nata la volontà di collaborare a quattro macro-obiettivi:

  • la redazione di un progetto di qualità, coinvolgendo Velolove nel tavolo tecnico di RSM che per conto del Comune di Roma sta elaborando il progetto definitivo;
  • l’attivazione congiunta di un percorso partecipato, per coinvolgere la città, i quartieri attraversati, i cittadini e gli stakeholders nelle scelte che riguardano la realizzazione del GRAB;
  • la cessione a titolo gratuito del marchio GRAB, da Velolove al Comune di Roma;
  • l’organizzazione di attività ed eventi, una volta che il GRAB sarà realizzato, per garantire la promozione e la valorizzazione dell’anello e il contributo del volontariato in azioni di cura del percorso, per far sì che sia sempre fruibile, pulito, ben manutenuto, accogliente, sicuro, controllato.

La collaborazione è in realtà già stata testata nell’ottobre scorso in occasione di Appia Day/Grab Day e dell’iniziativa Via Libera del Comune. Velolove ha portato i suoi due maggiori eventi all’interno dell’iniziativa del Comune e il Comune, almeno per un giorno, ha reso effettivamente ciclopedonale l’Appia Antica. Il fatto che, nonostante le limitazioni imposte dalla pandemia, la Regina Viarum si sia riempita di decine di migliaia di persone è la migliore dimostrazione che il tandem ha funzionato.

Il marchio.

Era già stato offerto, a titolo gratuito, al Comune di Roma nell’ottobre 2016. Allora non c’era stata risposta. Oggi dunque non facciamo che riproporre ciò che abbiamo sempre detto e scritto: il marchio GRAB è di Roma e dei romani. Nasce per essere creative commons, a disposizione di tutte quelle realtà che vorranno utilizzarlo assicurando nel contempo la valorizzazione dei luoghi del GRAB e la cura del territorio.

La qualità del progetto.

L’aspetto più importante è quello relativo al progetto esecutivo che RSM sta disegnando in queste settimane. In questi anni – e siamo convinti che la nostra pressione e la nostra tenacia abbiano giocato un ruolo determinante – il progetto del Comune di Roma si è via via avvicinato all’idea progettuale di Velolove, con un sostanziale elemento di diversità: la mancata pedonalizzazione dell’Appia Antica. C’è l’impegno di RSM a lavorare in questa direzione e avremo la possibilità di verificare se il cuore del GRAB – la Regina Viarum – sarà effettivamente fruibile in totale sicurezza per chi cammina e per chi pedala, senza più invasione motorizzata del parco archeologico.

La partecipazione.

I laboratori di partecipazione organizzati da Velolove in collaborazione con Roma Servizi per la Mobilità stanno partendo in questi giorni e rispondono a una precisa richiesta della nostra associazione: oltre a far conoscere la proposta tecnica del Comune di Roma – come quelli che abbiamo già organizzato nel corso di questi anni – devono ascoltare le proposte che arrivano da cittadini e territori per stimolare la miglior qualità dell’opera pubblica, facilitare l’ideazione di attività, di iniziative, di strategie atte a garantire la valorizzazione dell’ambiente e la nascita di attività economiche compatibili, l’identificazione di priorità e di indicazioni specifiche di cui tenere conto nella fase realizzativa, nonché l’eventuale elaborazione di idee per la futura cura e manutenzione del GRAB. Velolove riceverà da RSM un contributo a copertura delle spese per l’organizzazione di questi laboratori e un altro contributo coprirà parzialmente le spese per la realizzazione di un app che possa guidare passo passo gli utenti alla scoperta del GRAB e dei suoi tanti punti di interesse.

Questa collaborazione permetterà di raggiungere gli obiettivi sperati e di regalare alla città un’opera pubblica di qualità? Faremo di tutto perché questo avvenga, saremo come sempre disponibili e proattivi. Ma come sempre saremo anche realisti e concreti. C’è una campagna elettorale in corso ed eviteremo in tutti i modi di essere trascinati nella propaganda degli uni o degli altri. Manterremo alta l’attenzione su tutti gli aspetti del progetto GRAB, primo fra tutti quello relativo alla necessaria pedonalizzazione dell’Appia Antica e all’accessibilità universale del percorso.

E siamo pronti fin d’ora – lo scrivevamo già nello studio di fattibilità del 2015 – a farci carico di una serie di compiti di tutela e conservazione della buona qualità del tracciato e della vivibilità dei luoghi, così come a organizzare iniziative di sensibilizzazione, di svago e di promozione dell’uso della bicicletta e della pedonalità per la mobilità quotidiana. Così come vogliamo promuovere tutte quelle forme di partecipazione, sul modello di tante esperienze già attive e consolidate a Roma, che possono coinvolgere i municipi e i cittadini nell’adozione di quelle parti del percorso del GRAB che passano per il loro territorio, facendo così crescere il senso di appartenenza e di comunità.

Fateci sapere cosa ne pensate

Buon GRAB a tutti

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